giovedì 5 febbraio 2026

Corso di storia della letteratura: Solženicyn 1918

Aleksandr Isaevič Solženicyn 1918

Aleksandr Solženicyn:
letteratura, dissenso e memoria del totalitarismo

Introduzione

La parabola intellettuale e artistica di Aleksandr Solženicyn (1918-2008) si colloca al crocevia tra testimonianza storica, creazione letteraria e riflessione filosofica. Non è possibile leggere le sue opere senza collocarle all’interno del dramma del XX secolo: le guerre mondiali, l’avvento dei totalitarismi, la Guerra fredda e la crisi dei modelli ideologici. Lo scrittore russo diventa così simbolo della possibilità — e del dovere — della letteratura di opporsi alla menzogna istituzionalizzata e di farsi custode della memoria.

1. Biografia intellettuale e formazione

Solženicyn nasce in un contesto di medio ceto urbano, cresce senza il padre e viene educato a una severa disciplina morale. In gioventù si dedica con passione alle scienze esatte, studiando matematica e fisica all’Università di Rostov, ma non abbandona mai l’interesse per la scrittura. Il dualismo tra rigore scientifico e sensibilità letteraria segnerà il suo stile: una narrativa che coniuga precisione documentaria e tensione simbolica. L’arresto nel 1945 e la condanna ai gulag rappresentano lo spartiacque della sua vita. Come accaduto ad altri intellettuali sopravvissuti a regimi totalitari (si pensi a Primo Levi o Varlam Šalamov), l’esperienza della prigionia diventa non solo trauma, ma anche matrice di una missione etica.

2. Il laboratorio letterario: realismo, documento, simbolo

Lo stile di Solženicyn sfugge a una classificazione univoca. Se da un lato esso recupera il realismo ottocentesco russo (Tolstoj, Dostoevskij), dall’altro lo innova attraverso la contaminazione con il documento e la testimonianza. In Una giornata di Ivan Denisovič la precisione dei dettagli tecnici — il gelo, la mensa, la disciplina del campo — crea un effetto di autenticità che si trasforma in denuncia politica.
Al tempo stesso, nelle opere maggiori come Arcipelago Gulag, il documento si innalza a simbolo: il campo non è solo realtà storica, ma diventa emblema del rapporto tra potere e individuo in ogni forma di totalitarismo.

3. Opere principali e funzioni culturali

  • Una giornata di Ivan Denisovič (1962): testimonianza indiretta e denuncia della quotidiana umiliazione.

  • Il primo cerchio (1968): esplora i dilemmi morali di scienziati prigionieri chiamati a collaborare con il regime; qui il problema del compromesso diventa centrale.

  • Arcipelago Gulag (1973): opera monumentale, definita “enciclopedia del dolore sovietico”, che ricostruisce un sistema politico-criminale attraverso voci corali.

  • Il querceto e il vitello (1975): riflessione sull’attività intellettuale in esilio, e metafora della resistenza dello scrittore rispetto alla potenza dello Stato.

  • Noviziato (2000): recupero memorialistico, volto a ricostruire un itinerario esistenziale e spirituale.

Queste opere non hanno solo funzione estetica, ma assumono un ruolo di memoria collettiva e di contro-narrazione storica, andando a colmare i silenzi imposti dalla censura sovietica.

4. Tematiche ricorrenti: male, libertà, fede

La riflessione di Solženicyn si radica nella constatazione della fragilità umana di fronte al potere. Tuttavia, egli non si limita alla denuncia politica, ma indaga il problema del male radicale: come è possibile che individui comuni diventino complici di un sistema disumano?
La risposta non è mai puramente politica. Solženicyn insiste sul primato della coscienza morale e sulla necessità di una rigenerazione spirituale, attingendo alla tradizione cristiano-ortodossa. In ciò si avvicina a Dostoevskij, ma la sua prospettiva è più storicizzata e meno allegorica.

5. Ricezione critica e controversie

In Occidente, Solženicyn fu accolto inizialmente come eroe del dissenso, simbolo della libertà di parola e della lotta ai totalitarismi. Il conferimento del Premio Nobel per la Letteratura nel 1970 confermò questo ruolo. Tuttavia, la fase dell’esilio sollevò ambiguità: alcuni critici contestarono le sue posizioni politiche conservatrici, la critica alla modernità occidentale e l’enfasi sul nazionalismo russo. La figura dello scrittore, dunque, non si esaurisce nel ruolo di vittima-testimone, ma si complica nella veste di intellettuale che rivendica una visione etica e politica autonoma, spesso scomoda.

6. Confronti e influenze

Il confronto con altri scrittori della memoria concentrazionaria permette di cogliere meglio l’originalità di Solženicyn:

  • Rispetto a Primo Levi, il suo registro è meno analitico-scientifico e più epico.

  • Rispetto a Šalamov, l’esperienza del lager è meno disperata e più orientata alla ricerca di un senso trascendente.

  • Rispetto a George Orwell, la sua denuncia è meno allegorica e più direttamente storica.

Questo colloca Solženicyn in una tradizione di scrittori-testimoni che, pur partendo dall’esperienza individuale, elaborano un discorso universale.

Conclusione

La figura di Aleksandr Solženicyn rimane imprescindibile per comprendere il Novecento. Le sue opere, lungi dall’essere riducibili a mero documento storico, costituiscono esempi di alta letteratura capace di fondere estetica e testimonianza. Egli ha offerto al lettore non solo la rappresentazione del sistema dei gulag, ma anche una meditazione radicale sulla condizione umana di fronte al potere, sul male e sulla possibilità della redenzione.
Il suo lascito, pur segnato da contraddizioni e controversie, ha inciso nella coscienza collettiva mondiale e continua a sollecitare riflessioni sul rapporto tra verità e menzogna, libertà e repressione, individuo e Stato.

Note

  1. A. Solženicyn, Arcipelago Gulag, Milano, Mondadori, 1974, p. 12.

  2. N. Werth, La violenza di Stato nell’URSS staliniana, Torino, Einaudi, 2001.

  3. A. Solženicyn, Il primo cerchio, Milano, Garzanti, 1968.

  4. D. Scammell, Solzhenitsyn: A Biography, New York, Norton, 1984.

  5. A. Applebaum, Gulag: A History, New York, Doubleday, 2003.


Corso di Storia della letteratura: Lessing 1919

Doris Lessing 1919


Doris Lessing nasce il 22 ottobre 1919 a Kermanshah, in Persia (oggi Iran), da genitori britannici. La sua famiglia si trasferisce in Rhodesia (oggi Zimbabwe) quando Doris è ancora bambina. Cresce in un ambiente coloniale, dove sperimenta le disparità razziali e le difficoltà legate al sistema sociale. Queste esperienze saranno fondamentali per la sua visione del mondo e il suo impegno politico e sociale.

Nel corso della sua vita, Lessing si sposta frequentemente tra vari paesi, tra cui l'Inghilterra e gli Stati Uniti, sviluppando una carriera letteraria che spazia dalla narrativa alla saggistica. Le sue opere trattano temi come l'identità, la politica, il colonialismo, la psicologia e la condizione femminile. Nel 2007, Doris Lessing viene insignita del Premio Nobel per la Letteratura "per il realismo narrativo, che ha spinto la coscienza umana nel contesto della condizione femminile, ma anche per la sua audace esplorazione dei problemi della società".

Lessing è anche un'autrice di grande impegno sociale, con forti opinioni politiche. Le sue esperienze di vita e la sua visione critica della società hanno reso le sue opere particolarmente influenti. Muore il 17 novembre 2013 a Londra.

Opere Principali

"Il taccuino d'oro" (1962) – Il romanzo più celebre di Lessing, che esplora il ruolo della donna nella società e la lotta per la libertà personale e intellettuale. Racconta la storia di una scrittrice, e le sue riflessioni sulla vita, l'amore, il femminismo e la politica.

"La casa degli spiriti" (1982) – Questo romanzo, che mescola il realismo magico con la storia familiare, è uno dei più noti di Lessing. Racconta le vicissitudini di una famiglia in un contesto di cambiamenti sociali e politici.

"Il sogno di una stanza" (1990) – Una riflessione sulla condizione umana, l'alienazione e la solitudine, attraverso la storia di una donna che riflette sulla propria vita e sul rapporto con gli altri.

"Il libro dei bambini" (2005) – Una riflessione sulla natura dell'amore e delle relazioni familiari, raccontata attraverso la storia di un uomo che guarda indietro alla propria vita e ai legami con i figli.

"I canti di Shakespeare" (1974) – Un'opera che esplora il mondo delle idee, dei sogni e dei desideri umani, in un formato più sperimentale rispetto ad altre sue opere.

Valore Letterario

Doris Lessing è una delle scrittrici più influenti del XX secolo, la cui opera ha avuto un impatto significativo su temi come il femminismo, il colonialismo, la psicologia e la politica. La sua narrativa si distingue per l'approfondimento psicologico, la sua capacità di esplorare le dinamiche familiari e le complessità delle relazioni umane. Le sue opere spesso mescolano elementi di realtà e immaginazione, affrontando questioni di alienazione e trasformazione.

Il valore letterario di Lessing risiede anche nella sua abilità di trattare temi sociali e politici con una profondità che va oltre il semplice commento. Le sue opere sono provocatorie, piene di critica sociale e politica, ma anche di introspezione e di ricerca di senso. Lessing è stata una voce forte contro le ingiustizie sociali, politiche e culturali, e ha spesso trattato temi difficili come la psiche umana, la sessualità, la condizione femminile e la lotta contro il sistema patriarcale.

La sua scrittura è stata apprezzata per la sua capacità di fondere la narrativa e la saggistica, esplorando in modo critico il mondo che la circondava. Con il Premio Nobel, Doris Lessing ha ricevuto riconoscimenti internazionali per il suo contributo alla letteratura, diventando una figura centrale nel panorama culturale del ventesimo secolo.

martedì 3 febbraio 2026

Corso di Storia della letteratura: Salinger 1919

Jerome David Salinger 1919


Jerome David Salinger nasce il 1º gennaio 1919 a New York, in una famiglia ebrea di origine europea. Cresce nel quartiere di Manhattan, frequentando scuole private. Dopo aver frequentato il Valley Forge Military Academy e l'Università di New York, si arruola nell'esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, un'esperienza che influenzerà profondamente la sua visione del mondo e la sua scrittura.

Dopo la guerra, Salinger si dedica alla scrittura, pubblicando racconti in riviste letterarie. La sua fama internazionale arriva nel 1951 con la pubblicazione di "Il giovane Holden" (The Catcher in the Rye), un romanzo che segnerà la sua carriera. Il successo di quest'opera lo trasforma in uno degli scrittori più importanti della letteratura americana del XX secolo. Tuttavia, dopo il successo mondiale del suo romanzo, Salinger si ritira dalla vita pubblica, scegliendo di vivere in isolamento nel New Hampshire per il resto della sua vita, dove scrive in segreto, ma pubblica molto poco. Morirà il 27 gennaio 2010.
Opere Principali
"Il giovane Holden" (1951) – Il romanzo che ha reso Salinger famoso, racconta la storia di Holden Caulfield, un adolescente che abbandona la scuola e vaga per New York, esplorando temi come l'alienazione, il disagio adolescenziale, la perdita dell'innocenza e il rifiuto delle convenzioni sociali. Il romanzo è diventato un classico della letteratura americana e un punto di riferimento per la letteratura giovanile.
"Franny e Zooey" (1961) – Un libro che raccoglie due racconti su due fratelli, Franny e Zooey Glass, membri di una famiglia che diventerà il fulcro di molte opere successive di Salinger. In questo libro, Salinger esplora temi come la spiritualità, l'introspezione e il conflitto interiore.
"Alzate l'architrave, carpentieri" (1963) e "Seymour. Introduzione" (1963) – Due racconti che fanno parte della serie che narra la vita della famiglia Glass, un gruppo di personaggi complessi e intellettuali. Questi racconti si concentrano sul fratello maggiore, Seymour, e sulle sue interazioni con il mondo circostante, analizzando temi come l'arte, l'amore e la crisi spirituale.
"Nove racconti" (1953) – Una raccolta di racconti che comprende alcune delle opere più note di Salinger, come "A Perfect Day for Bananafish" e "For Esmé—with Love and Squalor". I racconti esplorano vari temi, tra cui la guerra, la religiosità, la solitudine e l'innocenza perduta.
Valore Letterario
Jerome David Salinger è stato una figura centrale nella letteratura americana del XX secolo, il cui lavoro ha avuto un impatto duraturo sulla narrativa contemporanea. Il suo stile di scrittura è caratterizzato da un linguaggio colloquiale e un approccio realistico, spesso focalizzato su personaggi giovani e confusi, in lotta con il mondo che li circonda.
Il valore letterario di Salinger si trova nella sua abilità di esplorare temi universali come l'adolescenza, la solitudine, l'alienazione e la ricerca di significato in un mondo che sembra privo di valori morali stabili. Il suo romanzo più famoso, Il giovane Holden, è diventato un simbolo della ribellione giovanile e dell'inquietudine interiore, rendendolo uno dei libri più letti e discussi del Novecento.
Inoltre, Salinger è noto per la sua abilità nel creare personaggi complessi, spesso emarginati o in conflitto con le norme sociali. La sua esplorazione del disadattamento e delle dinamiche familiari, in particolare attraverso la famiglia Glass, ha influenzato molti autori contemporanei. Sebbene abbia pubblicato poco dopo il suo grande successo, l'eredità di Salinger come scrittore di grande profondità psicologica e come osservatore acuto della condizione umana rimane fondamentale.
La sua ritirata dalla scena pubblica e la sua avversione per la fama hanno aggiunto un alone di mistero alla sua figura, alimentando il fascino che la sua opera continua ad avere. Nonostante il suo rifiuto di pubblicare nuovi lavori per decenni, l'influenza di Salinger è rimasta costante, e il suo lavoro continua a essere studiato e letto in tutto il mondo.

lunedì 2 febbraio 2026

Corso di storia della letteratura: Levi 1919

Primo Levi 1919

Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919 in una famiglia ebraica. Studia chimica all'Università di Torino e si laurea nel 1941, ma con l’inasprirsi delle leggi razziali fasciste incontra difficoltà a trovare lavoro. Durante la Seconda Guerra Mondiale si unisce alla resistenza partigiana, ma nel 1943 viene catturato dai fascisti e deportato ad Auschwitz. Sopravvive all’orrore del lager e, dopo un lungo viaggio di ritorno attraverso l’Europa, torna in Italia nel 1945. Riprende la carriera di chimico e inizia a scrivere, intrecciando scienza e letteratura per raccontare la sua esperienza. Muore a Torino nel 1987 in circostanze ancora dibattute.

Opere principali
La produzione letteraria di Primo Levi si distingue per la straordinaria lucidità con cui racconta la Shoah e per l’uso di uno stile chiaro ed essenziale.
Se questo è un uomo (1947) – Un resoconto autobiografico sulla sua prigionia ad Auschwitz, che diventa una delle testimonianze più importanti della Shoah.
La tregua (1963) – Il seguito di Se questo è un uomo, in cui racconta il lungo e travagliato viaggio di ritorno in Italia dopo la liberazione.
Il sistema periodico (1975) – Una raccolta di racconti in cui ogni capitolo prende il nome di un elemento chimico, fondendo autobiografia, scienza e letteratura.
La chiave a stella (1978) – Un romanzo che celebra la dignità del lavoro attraverso il personaggio di un operaio specializzato.
I sommersi e i salvati (1986) – Un saggio profondo e doloroso sulle dinamiche psicologiche dei campi di concentramento e sulla memoria della Shoah.

Valore letterario e importanza
Primo Levi è considerato uno dei più grandi testimoni della Shoah e un maestro della letteratura del Novecento. La sua prosa limpida e razionale riflette la sua formazione scientifica e rende i suoi testi accessibili e profondi. La sua opera va oltre la testimonianza storica, affrontando temi universali come la memoria, la responsabilità morale e la natura umana. Il suo contributo non è solo letterario, ma anche etico: Levi ha reso impossibile dimenticare gli orrori dell’Olocausto, trasformando il dolore in conoscenza e consapevolezza.


 

domenica 1 febbraio 2026

Corso di Storia della letteratura: Bukowski 1920

Henry Charles Bukowski 1920

         


Henry Charles Bukowski nasce il 16 agosto 1920 a Andernach, in Germania, da padre americano e madre tedesca. La famiglia si trasferisce a Los Angeles quando lui ha solo due anni, e l’infanzia di Bukowski è segnata da povertà, un rapporto difficile con il padre violento e un senso di alienazione. Dopo aver abbandonato gli studi universitari, svolge numerosi lavori precari mentre coltiva la passione per la scrittura. Alterna periodi di intensa produzione letteraria a fasi di vagabondaggio e alcolismo. Trova impiego alle poste, esperienza che segnerà profondamente la sua opera. Solo negli anni '60 ottiene un riconoscimento letterario, quando inizia a pubblicare regolarmente poesie e romanzi. Muore il 9 marzo 1994 a San Pedro, California.

Opere principali

Bukowski è noto per il suo stile diretto, crudo e senza filtri, che riflette la vita ai margini della società americana. Le sue opere esplorano la solitudine, la miseria urbana, l’alcolismo e la ribellione.

Poesia:

Fiore di strada (1969) – Raccolta di poesie che lo consacra come poeta underground.

Il capitano è fuori a pranzo (postumo, 1998) – Diario poetico degli ultimi anni.

Narrativa:

Post Office (1971) – Il primo romanzo, basato sulla sua esperienza lavorativa nelle poste, introduce il suo alter ego Henry Chinaski.

Factotum (1975) – Racconta la vita di un uomo che salta da un lavoro all’altro senza mai trovare stabilità.

Donne (1978) – Un romanzo esplicitamente autobiografico sulle sue numerose relazioni amorose.

Hollywood (1989) – Una satira del mondo del cinema basata sulla sua esperienza nella sceneggiatura di Barfly.

Valore letterario e importanza

Bukowski è il simbolo della letteratura "maledetta" del XX secolo, erede della Beat Generation ma con un tono più nichilista e disincantato. La sua prosa è scarna, cinica e brutalmente onesta, senza artifici stilistici. La sua poesia ha una musicalità grezza e istintiva, spesso influenzata dal jazz e dal linguaggio parlato. Pur essendo stato spesso criticato per la misoginia e l’eccessivo culto dell’autodistruzione, Bukowski ha saputo raccontare la disperazione della vita quotidiana con una sensibilità unica, dando voce a chi si trova ai margini della società. Oggi è considerato uno degli scrittori più influenti della letteratura contemporanea, con un seguito di lettori devoti in tutto il mondo.


sabato 31 gennaio 2026

Corso di Storia della letteratura: Dürrenmatt 1921

Friedrich Dürrenmatt 1921


Friedrich Dürrenmatt nasce il 5 gennaio 1921 a Konolfingen, in Svizzera, in una famiglia protestante. Studia filosofia, letteratura e storia dell'arte alle università di Berna e Zurigo, ma ben presto si dedica interamente alla scrittura. Il suo interesse per la giustizia, il destino e l'assurdità della condizione umana segna profondamente le sue opere. Si afferma come drammaturgo, romanziere e saggista, diventando uno degli autori svizzeri più importanti del XX secolo. Muore il 14 dicembre 1990 a Neuchâtel.

Opere principali

Dürrenmatt è celebre per le sue opere teatrali e i suoi romanzi polizieschi, caratterizzati da un umorismo nero e da un'acuta critica sociale.

Teatro:

Il matrimonio del signor Mississippi (1952) – Un'opera che mescola idealismo, cinismo e vendetta.

I fisici (1962) – Un dramma sulla responsabilità degli scienziati, ambientato in un manicomio.

La visita della vecchia signora (1956) – Il suo capolavoro, una satira sul denaro e la corruzione morale, in cui una donna ricca offre una fortuna a una città in cambio della vita di un uomo.

Narrativa:

Il giudice e il suo boia (1952) – Un poliziesco filosofico che esplora il concetto di giustizia.

La promessa (1958) – Un romanzo che decostruisce il genere giallo, dimostrando l'inadeguatezza della razionalità nella ricerca della verità.

La panne (1956) – Una novella in cui un semplice gioco investigativo tra amici si trasforma in un dramma esistenziale.

Valore letterario e importanza

Dürrenmatt è noto per il suo stile ironico e disilluso, che riflette una visione pessimistica della società moderna. Le sue opere sfidano il concetto di giustizia e moralità, mostrando spesso come il destino e il caos prevalgano sulla razionalità umana. Influenzato dall'esistenzialismo e dall'assurdo, Dürrenmatt ha saputo coniugare il dramma con l'umorismo nero, creando storie in cui il tragico e il comico si intrecciano. Il suo contributo alla letteratura mondiale è stato significativo, specialmente nel teatro, dove ha rinnovato il dramma europeo con la sua critica sociale e il suo approccio anticonvenzionale.

venerdì 30 gennaio 2026

Corso di Storia della letteratura: Pasolini 1922

Pier Paolo Pasolini 1922

Pier Paolo Pasolini nasce il 5 marzo 1922 a Bologna. Cresce in un ambiente colto ma segnato dalle difficoltà economiche e dall’instabilità del padre, ufficiale dell’esercito. Dopo aver studiato a Bologna, si trasferisce nel Friuli, dove sviluppa il suo amore per la poesia e il dialetto locale. Dopo la Seconda guerra mondiale, si stabilisce a Roma, dove entra in contatto con il sottoproletariato delle borgate, che diventerà centrale nella sua opera. Scrittore, poeta, regista e intellettuale scomodo, Pasolini si distingue per il suo impegno politico e culturale. Muore tragicamente assassinato il 2 novembre 1975 a Ostia, in circostanze mai del tutto chiarite.

Opere principali

Pasolini ha esplorato diversi generi, dalla poesia alla narrativa, dal cinema al saggio, con un forte senso critico nei confronti della società italiana del suo tempo.

Poesia:

Poesie a Casarsa (1942) – La sua opera prima, in dialetto friulano.

Le ceneri di Gramsci (1957) – Una raccolta che esprime il suo tormentato rapporto con il marxismo.

La religione del mio tempo (1961) – Testimonia il suo sguardo disilluso sulla modernità.

Narrativa:

Ragazzi di vita (1955) – Romanzo neorealista sulla vita nelle borgate romane.

Una vita violenta (1959) – La storia di un giovane sottoproletario tra degrado e redenzione.

Petrolio (romanzo incompiuto, pubblicato postumo nel 1992) – Un’opera ambiziosa che intreccia corruzione politica e trasformazioni della società italiana.

Cinema:

Accattone (1961) – Il suo esordio alla regia, incentrato sulla vita dei ragazzi delle borgate.

Il Vangelo secondo Matteo (1964) – Un’interpretazione realistica e poetica della vita di Cristo.

Teorema (1968) – Un film allegorico sul potere sovversivo del desiderio.

Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) – Il suo film più controverso, feroce critica del potere e della violenza.

Valore letterario e importanza

Pasolini è stato una delle figure più complesse e poliedriche del Novecento italiano. La sua opera è caratterizzata da una profonda tensione tra impegno civile, ricerca estetica e provocazione intellettuale. Ha esplorato i margini della società con uno sguardo poetico e politico, denunciando l’omologazione culturale e la perdita dell’identità popolare nell’Italia del boom economico. La sua eredità è ancora oggi oggetto di dibattito e di studio, e la sua voce continua a essere un punto di riferimento per chi cerca un’analisi critica e radicale del presente.


Corso di storia della letteratura: Solženicyn 1918

Aleksandr Isaevič Solženicyn 1918 Aleksandr Solženicyn: letteratura, dissenso e memoria del totalitarismo Introduzione La parabola intell...