sabato 31 gennaio 2026

Corso di Storia della letteratura: Dürrenmatt 1921

Friedrich Dürrenmatt 1921


Friedrich Dürrenmatt nasce il 5 gennaio 1921 a Konolfingen, in Svizzera, in una famiglia protestante. Studia filosofia, letteratura e storia dell'arte alle università di Berna e Zurigo, ma ben presto si dedica interamente alla scrittura. Il suo interesse per la giustizia, il destino e l'assurdità della condizione umana segna profondamente le sue opere. Si afferma come drammaturgo, romanziere e saggista, diventando uno degli autori svizzeri più importanti del XX secolo. Muore il 14 dicembre 1990 a Neuchâtel.

Opere principali

Dürrenmatt è celebre per le sue opere teatrali e i suoi romanzi polizieschi, caratterizzati da un umorismo nero e da un'acuta critica sociale.

Teatro:

Il matrimonio del signor Mississippi (1952) – Un'opera che mescola idealismo, cinismo e vendetta.

I fisici (1962) – Un dramma sulla responsabilità degli scienziati, ambientato in un manicomio.

La visita della vecchia signora (1956) – Il suo capolavoro, una satira sul denaro e la corruzione morale, in cui una donna ricca offre una fortuna a una città in cambio della vita di un uomo.

Narrativa:

Il giudice e il suo boia (1952) – Un poliziesco filosofico che esplora il concetto di giustizia.

La promessa (1958) – Un romanzo che decostruisce il genere giallo, dimostrando l'inadeguatezza della razionalità nella ricerca della verità.

La panne (1956) – Una novella in cui un semplice gioco investigativo tra amici si trasforma in un dramma esistenziale.

Valore letterario e importanza

Dürrenmatt è noto per il suo stile ironico e disilluso, che riflette una visione pessimistica della società moderna. Le sue opere sfidano il concetto di giustizia e moralità, mostrando spesso come il destino e il caos prevalgano sulla razionalità umana. Influenzato dall'esistenzialismo e dall'assurdo, Dürrenmatt ha saputo coniugare il dramma con l'umorismo nero, creando storie in cui il tragico e il comico si intrecciano. Il suo contributo alla letteratura mondiale è stato significativo, specialmente nel teatro, dove ha rinnovato il dramma europeo con la sua critica sociale e il suo approccio anticonvenzionale.

venerdì 30 gennaio 2026

Corso di Storia della letteratura: Pasolini 1922

Pier Paolo Pasolini 1922

Pier Paolo Pasolini nasce il 5 marzo 1922 a Bologna. Cresce in un ambiente colto ma segnato dalle difficoltà economiche e dall’instabilità del padre, ufficiale dell’esercito. Dopo aver studiato a Bologna, si trasferisce nel Friuli, dove sviluppa il suo amore per la poesia e il dialetto locale. Dopo la Seconda guerra mondiale, si stabilisce a Roma, dove entra in contatto con il sottoproletariato delle borgate, che diventerà centrale nella sua opera. Scrittore, poeta, regista e intellettuale scomodo, Pasolini si distingue per il suo impegno politico e culturale. Muore tragicamente assassinato il 2 novembre 1975 a Ostia, in circostanze mai del tutto chiarite.

Opere principali

Pasolini ha esplorato diversi generi, dalla poesia alla narrativa, dal cinema al saggio, con un forte senso critico nei confronti della società italiana del suo tempo.

Poesia:

Poesie a Casarsa (1942) – La sua opera prima, in dialetto friulano.

Le ceneri di Gramsci (1957) – Una raccolta che esprime il suo tormentato rapporto con il marxismo.

La religione del mio tempo (1961) – Testimonia il suo sguardo disilluso sulla modernità.

Narrativa:

Ragazzi di vita (1955) – Romanzo neorealista sulla vita nelle borgate romane.

Una vita violenta (1959) – La storia di un giovane sottoproletario tra degrado e redenzione.

Petrolio (romanzo incompiuto, pubblicato postumo nel 1992) – Un’opera ambiziosa che intreccia corruzione politica e trasformazioni della società italiana.

Cinema:

Accattone (1961) – Il suo esordio alla regia, incentrato sulla vita dei ragazzi delle borgate.

Il Vangelo secondo Matteo (1964) – Un’interpretazione realistica e poetica della vita di Cristo.

Teorema (1968) – Un film allegorico sul potere sovversivo del desiderio.

Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) – Il suo film più controverso, feroce critica del potere e della violenza.

Valore letterario e importanza

Pasolini è stato una delle figure più complesse e poliedriche del Novecento italiano. La sua opera è caratterizzata da una profonda tensione tra impegno civile, ricerca estetica e provocazione intellettuale. Ha esplorato i margini della società con uno sguardo poetico e politico, denunciando l’omologazione culturale e la perdita dell’identità popolare nell’Italia del boom economico. La sua eredità è ancora oggi oggetto di dibattito e di studio, e la sua voce continua a essere un punto di riferimento per chi cerca un’analisi critica e radicale del presente.


giovedì 29 gennaio 2026

Corso di Storia della letteratura: Saramago 1922

José Saramago 1922

La Dialettica del Flusso:
Saramago e la Ricostruzione del Politico attraverso la Voce

L'opera di José Saramago si configura come un'estesa contro-narrazione della modernità. Se il romanzo realista del XIX secolo cercava di ordinare il mondo, Saramago utilizza la "grammatica dell'oralità" per scardinare le certezze del lettore, trasformando la punteggiatura in un dispositivo politico e l'allegoria in una lente d'ingrandimento sociologica.

1. La Sintassi del Continuum: Il Rifiuto della Gerarchia Testuale

La caratteristica stilistica più evidente di Saramago — l'assenza di virgolette, trattini e la riduzione della punteggiatura a virgole e punti — non è un mero esercizio formale, ma una scelta ideologica.

  • Democrazia della Parola: Eliminando le barriere grafiche tra il discorso diretto e quello indiretto, Saramago fonde la voce del narratore con quella dei personaggi. Si crea un continuum narrativo in cui la distinzione tra io e l'altro sfuma, riflettendo una concezione collettivista e non atomizzata dell'umanità.

  • Il Ritmo dell'Oralità: La prosa recupera la dimensione del racconto orale, dove le pause sono dettate dal respiro e non dalla norma accademica. Il lettore è costretto a una partecipazione attiva, diventando co-creatore del senso e del ritmo testuale.

2. L'Allegoria come Distopia del Presente

Saramago utilizza spesso premesse "impossibili" per analizzare reazioni "reali". È quella che la critica definisce la sua fantascienza metafisica.

  • Cecità (1995): Non è un romanzo medico, ma un'anatomia del potere. L'epidemia di "mal bianco" è la perdita della capacità di riconoscere l'altro come simile. La cecità fisica diventa metafora dell'indifferenza etica prodotta dalle strutture di controllo.

  • La zattera di pietra (1986): Qui l'allegoria è geopolitica. Il distacco fisico della Penisola Iberica dall'Europa simboleggia la necessità di un'identità culturale atlantica e "meridionale", lontana dall'egemonia tecnocratica del centro Europa.

3. La Decostruzione del Sacro e del Mito

In opere come Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Caino, Saramago opera una critica radicale alla teologia giudaico-cristiana, vista come uno strumento di oppressione.

Punto Critico: Per Saramago, il Dio delle Scritture è un'entità burocratica e crudele. La sua rilettura dei testi sacri non è una semplice provocazione atea, ma un tentativo di umanizzare la divinità, trasferendo la responsabilità del male dal piano metafisico a quello della volontà umana e delle strutture di potere.

4. Tabella Comparativa: Evoluzione del Soggetto Saramaghiano

OperaIl "Miracolo" NegativoFunzione Critica
Memoriale del conventoLa macchina per volare (Passarola)Contrasto tra genio individuale e oppressione di Stato/Chiesa.
CecitàL'epidemia di luce biancaDenuncia della fragilità delle convenzioni sociali e della morale.
Le intermittenze della morteLa morte smette di uccidereParadosso logico sulle conseguenze economiche e filosofiche dell'immortalità.
Saggio sulla luciditàIl voto in bianco di massaAnalisi della reazione violenta del potere democratico di fronte al dissenso pacifico.

Conclusioni: L'Umanesimo del Pessimismo Vigile

Saramago ha occupato lo spazio del "testimone scomodo". La sua importanza letteraria risiede nell'aver dimostrato che il romanzo può ancora essere uno strumento di indagine filosofica senza perdere la sua forza viscerale. Sebbene la sua visione sia spesso tinta di un pessimismo cosmico (l'uomo come lupo per l'uomo), essa è riscattata da un umanismo radicale: la convinzione che, anche nel cuore della tenebra (o della luce bianca), la solidarietà spontanea tra gli "ultimi" sia l'unica forma possibile di salvezza.

In definitiva, Saramago non ci chiede di guardare meglio, ma di "vedere" veramente ciò che la consuetudine e il potere hanno reso invisibile.


Corso di storia della letteratura: Faulkner 1897

William Faulkner 1897 William Faulkner è stato uno dei più influenti scrittori americani del XX secolo. È nato il 25 settembre 1897 a New Al...